«Censimento e edizione dei Commenti danteschi»

Risultati della Ricerca PRIN 1998-2000

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Maggio 2014: pubblicato il

Censimento dei Commenti danteschi.
2. I commenti di tradizione a stampa (dal 1477 al 2000) e altri di tradizione manoscritta posteriori al 1480

a cura di  Enrico Malato  e Andrea Mazzucchi, Coordinamento editoriale di Massimiliano Corrado

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Febbraio 2013: pubblicato il

Censimento dei Commenti danteschi.
3. Le «Lecturae Dantis» e le edizioni delle Opere di Dante
dal 1472 al 2000

a cura di Ciro Perna e Teresa Nocita

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Marzo 2011: pubblicato il

Censimento dei Commenti danteschi.
1. I Commenti di tradizione manoscritta (fino al 1480)

a cura di Enrico Malato ed Andrea Mazzucchi
 

     Le motivazioni culturali e scientifiche di una moderna edizione dei Commenti danteschi sono illustrate nel documento dal titolo Censimento e Edizione dei Commenti danteschi, definito e pubblicato dal Centro Pio Rajna nel giugno 1997 e riprodotto qui di séguito. In realtà il progetto nasce da un’iniziativa di vari anni prima, promosso con delibera dell’assemblea dei Soci nell’ottobre 1993, passato al vaglio del Comitato Scientifico del Centro e avviato inizialmente con i limitatissimi fondi di ricerca del MURST cosiddetti del "quarantapercento". Ottenutone quindi (1998-2000) l’inserimento tra i « Progetti di ricerca di interesse nazionale (PRIN) » sempre del MURST (poi MIUR), si è proceduto in via preliminare – grazie anche alla nuova disponibilità di finanziamenti meno incongrui – alla redazione del fondamentale «Censimento » dei commenti danteschi, vale a dire una ricognizione ad ampio raggio di tutto ciò che potesse e dovesse definirsi « commento » dantesco, dagli inizi della circolazione del poema ai giorni nostri; nonché di tutto ciò che, manoscritto o a stampa, sia stato tramandato e sia oggi reperibile in ogni biblioteca del mondo, pubblica o privata.

Questa prima indagine ha portato innanzitutto a una necessaria distinzione tra quelli che sono stati definiti « Commenti letterari », i contributi esegetici tradizionalmente noti come « secolare commento » alla Commedia, e i cosiddetti «Commenti figurati »: i corredi iconografici di moltissimi codici e stampe antiche, nei quali, prima e piú che un arricchimento decorativo del libro, sia riconoscibile una proposta di rappresentazione e dunque di interpretazione figurativa del poema di Dante, cui la piú matura critica dantesca del Novecento ha riconosciuto valenza ermeneutica non trascurabile; includendovi naturalmente i progetti di rappresentazione figurativa della Commedia che prescindessero, nelle intenzioni degli autori o nei risultati effettivamente conseguiti, da esiti editoriali (basti pensare al Dante historiato da Federigo Zuccaro).

Da questa prima esplorazione – premessa imprescindibile di ogni programmazione editoriale – è scaturito un catalogo di oltre 500 manoscritti, databili fino al 1480, microfilmati e puntualmente descritti, integrato poi da un analogo inventario delle stampe, antiche e moderne, a loro volta censite e descritte: tale catalogo è già da tempo consultabile sul sito Internet del Centro Pio Rajna (Risultati della Ricerca PRIN 1998-2000) per la parte relativa ai manoscritti antichi, successivamente sottoposta ad attenta revisione e integrazione, che ha incrementato di oltre un centinaio di voci il primo censimento; mentre sono in avanzata preparazione le parti relative alle edizioni a stampa dal 1477 in avanti, e quelle relative ai «Commenti figurati » e alle « lecturae Dantis », che seguiranno. Promossa infine, nel 2001, al rango di « Edizione Nazionale », con decreto del Ministro per i Beni e le Attività Culturali, la ricerca si è di fatto sdoppiata in due filoni paralleli: uno che ha conservato la finalità e la denominazione di Censimento dei Commenti danteschi, rimasto nell’alveo del Ministero dell’Università e della Ricerca, avviato ormai a una rapida conclusione, almeno di tre delle sue quattro sezioni; l’altro mirato all’edizione dei testi, cui è stata riconosciuta la qualifica, appunto, di « Edizione Nazionale dei Commenti danteschi », confluito nell’alveo del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e ridisegnato nello schema generale.

Si riproduce qui di séguito il documento programmatico iniziale del Centro Pio Rajna.

« CENSIMENTO E EDIZIONE DEI COMMENTI DANTESCHI »

Fin dal suo apparire la Commedia ha stimolato la produzione di chiose e commenti, spesso accompagnati alle trascrizioni del testo, o di parti di esso, che nell’arco di circa 700 anni ha portato all’accumulo di un ingente quantitativo di contributi critici ed esegetici – talvolta ricchi di notizie e dati storici, di interpretazioni, di suggestioni – tanto consistente nella mole, quanto prezioso nell’apporto che è in grado di offrire, ancora oggi, alla lettura dell’opera dantesca. Un quadro ben noto agli studiosi di Dante: come è ben noto che gran parte di questa vastissima tradizione – di cui è testimonianza l’alto numero dei manoscritti conservati – è difficilmente fruibile, perché in prevalenza consegnata a vecchie e rare edizioni, piú o meno insoddisfacenti, quando non sia tuttora inedita.

Recentemente un tentativo di dare risposta a questo problema è stato compiuto con la riproduzione anastatica delle edizioni ottocentesche di alcuni testi (l’Ottimo, Francesco da Buti), con l’avvio di un Dottorato di ricerca in Filologia dantesca, coordinato da Francesco Mazzoni, presso la Facoltà di Lettere dell’Università di Firenze, orientato allo studio e all’allestimento di tesi di dottorato prevalentemente dedicati ai commenti danteschi, e soprattutto – immediatamente utile agli studiosi – attraverso il monumentale "data base" messo a punto da Robert Hollander e dai collaboratori del Dartmouth Dante Project, presso la Dartmouth University (Massachusetts, USA): a conferma di un’esigenza ampiamente avvertita. Resta tuttavia irrisolto il problema della inadeguatezza di molte delle edizioni utilizzate alle esigenze di una lettura moderna, filologicamente garantita. Anche in questa direzione, indubbiamente, lavoro si è fatto: con le recenti edizioni dei commenti di Jacopo Alighieri, di Graziolo de’ Bambaglioli, delle Chiose Ambrosiane, di Filippo Villani. Ma non pochi sono i commenti ancora inediti: e basti ricordare le ricche chiose contenute nel manoscritto Filippino C F 2 16, presso la Biblioteca Oratoriana dei Gerolamini di Napoli, stese da un anonimo napoletano alla metà del XIV secolo, o quelle di Menghino Mezzani, di recente riaffiorate oltreoceano. Inedite sono altresí alcune redazioni, spesso assai diverse tra loro, dei commenti di Guido da Pisa, dell’Ottimo, di Pietro Alighieri o di Benvenuto da Imola; e alla stregua di un inedito andrà considerato il fondamentale commento di Cristoforo Landino, leggibile ancora solo in rari incunaboli o al piú in qualche non meno rara cinquecentina.

In ragione di tale situazione – per iniziativa del «Centro Pio Rajna. Centro di studi per la ricerca letteraria, linguistica e filologica », con sede a Roma, e con la collaborazione di molti tra i maggiori studiosi di Dante, italiani e stranieri – è stata avviata una ricerca finalizzata al censimento e alla pubblicazione, in edizioni filologicamente fondate, dei commenti alla Commedia dantesca, dando naturalmente spazio in primo luogo ai piú antichie bisognosi di cure editoriali, senza tuttavia trascurarne alcuni piú moderni e ancor utili, ma ormai usciti dalla comune circolazione editoriale. L’obiettivo è di realizzare una ricognizione esaustiva dei commenti fino a tutto il Cinquecento, selettiva per i secoli successivi: il limite è in ogni caso, nella ricca e varia letteratura su Dante, il carattere ermeneutico o esegeticoin senso lato dei contributi censiti (esclusi dunque, per esempio, le biografie e gli scritti polemici pro o contro Dante prodotti fra il Tre e il Seicento, o anche le lecturae di singoli canti fiorite a partire dalla fine dell’Ottocento). Un progetto messo a fuoco tra il 1993 e il 1994, che ha già richiesto, e ancor piú richiederà, un’ampia mobilitazione di forze intellettuali, impegnate a un preciso programma di lavoro puntualmente definito e articolato in due momenti fondamentali, richiamati nella stessa intitolazione della ricerca: innanzitutto – in una fase preliminare, già operativa –, un accurato « censimento » dei manoscritti e delle antiche stampe contenenti commenti e chiose alla Commedia, per cui è stato costituito un nutrito "gruppo di lavoro", incaricato di censire i fondi manoscritti di tutte le biblioteche, pubbliche e private, italiane, mentre sono in via di costituzione altri "gruppi" incaricati di svolgere analoghe indagini all’estero (e a tal fine sono state elaborate puntuali Norme per la descrizione dei manoscritti, ad uso degli "schedatori"); in secondo luogo – obiettivo ultimo –, una serie di rigorose « edizioni » dei commenti danteschi, organizzate secondo un Piano editoriale che mira a realizzare, negli anni, un corpus organico, compiuto, filologicamente affidabile e coerente con precisi criteri editoriali predefiniti, nonché idoneo a una piena utilizzazione anche attraverso i moderni sistemi informatici.

Si tratta della prima iniziativa italiana di respiro internazionale, mirata a un obiettivo certamente ambizioso (quanto, ormai, urgente), ma non impossibile. La previsione che il « censimento » venga compiuto nell’arco di un paio d’anni è dovuta anche alla consapevolezza di partire dalla solida base dei lavori di Paul Colomb de Batines (Bibliografia dantesca, Prato 1845-1848, con le successive Giunte e correzioni, Firenze 1888) e di Marcella Roddewig (Die Göttliche Komödie. Vergleichende Bestandsaufnahme der ‘Commedia’- Handschriften, Stuttgart 1984: sui cui limiti, tuttavia, cfr. L. Petrucci, in « Studi Mediolatini e Volgari », vol. xxxiii 1987). Rispetto a quest’ultimo, in particolare, l’obiettivo è di verificare e ampliare, per ogni manoscritto preso in esame, il bagaglio di informazioni relativo al contenuto e all’ubicazione delle chiose, oltre che aggiungere la descrizione dei manoscritti esclusi dal censimento della curatrice, in quanto non contenenti, insieme al commento, anche il testo della Commedia; né si esclude la possibilità di nuovi rinvenimenti. Per le antiche stampe, soprattutto incunaboli e cinquecentine, si utilizzeranno ovviamente i repertori esistenti. Questa prima indagine approderà, entro un termine relativamente breve, alla pubblicazione di un volume – dal titolo Censimento dei commenti danteschi – che consentirà un primo sicuro orientamento nella massa dei materiali censiti, con indicazioni precise e affidabili sulla situazione testimoniale e editoriale di ogni commento (sulla base delle risultanze di questo lavoro sarà poi possibile portare eventuali integrazioni e/o rettifiche al Piano editoriale provvisorio sopra indicato [poi nell’opuscolo Centro Pio Rajna. Centro di studi per la ricerca letteraria, linguistica e filologica, Roma 1999, pp. 31-34]). Parallelamente, potrà anche partire il programma delle « edizioni », eventualmente accogliendo – in un’apposita serie, realizzata dalla Salerno Editrice e intitolata « Pubblicazioni del Centro Pio Rajna. Edizione dei Commenti danteschi » – non solo i lavori espressamente commissionati a singoli studiosi dalla Direzione scientifica del progetto, ma anche lavori che altri studiosi possano avere liberamente e autonomamente avviato, sempre che siano coerenti o adeguabili agli accennati criteri editoriali elaborati per questa destinazione.

In tale prospettiva, il Centro Pio Rajna chiede e offre, a tutti gli studiosi che in qualunque parte del mondo siano impegnati in questo settore di ricerca, la massima collaborazione: sia sul piano della ricognizione e del censimento dei documenti, sia sul piano degli sbocchi editoriali, al fine di convogliare in una sede unica – ben riconoscibile e organizzata secondo criteri prestabiliti e univoci – tutto il materiale relativo al « secolare commento » alla Commedia. Comunque, al fine di evitare una inutile dispersione di energie, sarebbe auspicabile, ed è vivamente raccomandato, nell’interesse degli studi danteschi e degli stessi studiosi, che pervenga alla Direzione del Centro Pio Rajna almeno la notizia dei lavori in corso.

Roma, 13 giugno 1997                                                      Centro Pio Rajna

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L’appello ha consentito una successiva mobilitazione di forze, soprattutto di giovani, ma anche meno giovani ricercatori: o impegnati da tempo, a vario titolo, nello studio degli antichi commenti danteschi, o attratti dalla prospettiva della nuova ricerca che si proponeva, i quali hanno risposto spesso con entusiasmo all’iniziativa del Centro Pio Rajna, accettando collaborare al progetto, con assunzione della responsabilità di curare edizioni dei Commenti danteschi antichi, meno antichi e moderni; a volte in squadra con altri, quando, specialmente i Commenti antichi di tradizione piú complessa, esigevano una divisione del lavoro tra piú ricercatori, per ragioni di tempo, oppure anche per una riconosciuta opportunità di integrazione e di confronto di esperienze diverse. Al loro impegno è affidato il progresso della « Edizione Nazionale dei Commenti danteschi ».

Parallelamente è proseguita la ricerca per il Censimento dei Commenti  danteschi, che si propone di ricostruire il quadro storico di riferimento e offrire una compiuta ricognizione dell’esegesi dantesca dalle origini al 2000 oltre, con puntuale descrizione di ciascun Commento e dei testimoni, manoscritti o a stampa, che lo hanno tramandato. Al di là dell’elenco e della descrizione dei testimoni – già disponibile, si è detto, o in via di anticipazione nel sito Internet del Centro Pio Rajna –, la redazione definitiva, a stampa, del Censimento, articolata in 4 sezioni, prevede: a) una serie di "medaglioni", con un profilo non cursorio di ogni commentatore o commento (i testi adespoti), che illustri la vicenda biografica dell’autore, quando sia noto, la storia e la qualità del commento, la problematica critica e filologica che lo riguarda, con indicazione delle possibili soluzioni editoriali, l’elenco completo di tutti i testimoni conservati o di cui si abbia comunque notizia, una ricognizione esaustiva e ove occorra discussione della bibliografia relativa; b) un indice topografico dei manoscritti (la sezione 1), o cronologico delle stampe (la sezione 2), oppure topografico-cronologico dei testimoni (la sezione 3), o cronologico delle edizioni (la sezione 4), nei primi tre casi con puntuale descrizione del testimone (e dell’esemplare o gli esemplari esaminati, nel caso delle stampe antiche piú rare); c) introduzioni storiche e note editoriali a ciascuna sezione, con ampio corredo di bibliografie generali e indici, nonché di documentazione iconografica (particolarmente ampia nella sezione 3). Tutti i "medaglioni" (dovuti spesso ai curatori delle edizioni), le schede descrittive dei testimoni e i corredi sono firmati.

Questo è il Piano editoriale:

CENSIMENTO DEI COMMENTI DANTESCHI
(in neretto i voll. pubblicati)

 

1. Censimento dei Commenti danteschi. 1. I Commenti di tradizione manoscritta (fino al 1480), a cura di Enrico Malato e Andrea Mazzucchi, con la collaborazione di Massimiliano Corrado [2 tomi di compless. pp. LXXXVI-VI-1184, con 56 pp. di tavv. f.t., 2011].
 

2. Censimento dei Commenti danteschi. 2. I Commenti di tradizione a stampa (dal 1477 al 2000) e altri di tradizione manoscritta posteriori al 1480, a cura di Enrico Malato e Andrea Mazzucchi, Coordinamento editoriale di Massimiliano Corrado [pp. pp. XLIV-II-778, 2014].

3. Censimento dei Commenti danteschi. 3. Le «Lecturae Dantis» e le edizioni delle Opere di Dante dal 1472 al 2000, a cura di Ciro Perna e Teresa Nocita [pp. XIV-458, con 32 tavole f.t. a colori, 2013].
 

La ricerca è finanziata dal MURST con i fondi dei Programmi di ricerca di interesse nazionale (PRIN), è proseguita con il sostegno della Fondazione Roma - Arte - Musei.

 

   
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