EDIZIONE NAZIONALE DELLE OPERE DI PIETRO ARETINO

Piano editoriale

 

Il "pregiudizio moralistico" ha pesato, com’è noto, per oltre quattro secoli sul nome e sull’opera di Pietro Aretino, costretti a una circolazione clandestina, sottratti da un lato a una pratica editoriale corretta e responsabile, dall’altro, in conseguenza, a una lettura e quindi a un giudizio consapevole, fondato sulla conoscenza dei testi. La scarsa conoscenza dei testi del resto, probabilmente, alla base della nota demolizione di Francesco De Sanctis, in quella Storia della letteratura italiana che è stata a lungo un punto di riferimento della critica letteraria nostrana: « Fu creduto un grand’uomo sulla sua fede. [ . . . ] Morí a sessantacinque anni, il 1557 [1556], e di tanto nome non rimase nulla. Le sue opere poco poi furono dimenticate, la sua memoria è infame; un uomo ben  educato non pronunzierebbe il suo nome innanzi a una donna ». In realtà è singolare che a fronte di un giudizio cosí severo, che esprime una valutazione morale in cui è assente ogni considerazione di ordine letterario, De Sanctis abbia poi riservato a Pietro Aretino un intero capitolo dei sei dedicati nella sua Storia al grande secolo del Rinascimento, dopo un capitolo riservato a Machiavelli e un altro riservato a Tasso: un "grande", si direbbe,  fra i "grandi". Del resto, anche giudizio storico («Le sue opere poco poi furono dimenticate ») è inesatto, perché le opere di Pietro Aretino ebbero circolazione, sia pure sotterranea, come si è detto: e qualcosa lo stesso De Sanctis deve aver letto, per poterne scrivere in quei termini (cfr. E. Malato, Gli studi su Pietro Aretino negli ultimi cinquant’anni, in Pietro Aretino nel Cinquecentenario della nascita. Atti del Convegno di Roma- Viterbo-Arezzo, 28 settembre-1° ottobre 1992; Toronto, 23-24 ottobre 1992; Los Angeles, 27-29 ottobre 1992; Roma, Salerno Editrice, 1995, to. ii pp. 1127-50, a pp. 1133 sgg.).

Dopo un lungo, lento, incerto processo di "recupero", che parte dalla fine dell’Ottocento e avanza timidamente nel Novecento, la piena "riabilitazione" di Pietro Aretino e il pieno recupero di una straordinaria personalità di scrittore al panorama della letteratura italiana  del Cinquecento avviene in tempi relativamente recenti. Nel secondo dopoguerra si avvia una discreta attività editoriale che offre edizioni non mercenarie delle sue opere, delle Lettere, del Teatro, poi anche degli scabrosi dialoghi, i famigerati Ragionamenti, che tuttavia ancora nel 1969, comparendo in una collana editoriale di alta caratura, «Gli Scrittori d’Italia » di Laterza, avvertono il bisogno di mimetizzarsi dietro un titolo coperto e ambiguo, sostanzialmente falso e sorprendente in quella sede: Sei giornate. Ed era già avviata la "rivoluzione dei costumi" del 1968, di cui ancora non si erano, tuttavia, prodotti in modo visibile i primi effetti (cfr. Malato, op. cit., pp. 1136 sgg.). In questo contesto culturale è maturata l’iniziativa di promuovere l’Edizione Nazionale delle Opere di Pietro Aretino, istituita con D.M. del 10 febbraio 1987: ideata da alcuni studiosi che poco dopo sarebbero stati fondatori del Centro Pio Rajna, fatta propria dal Centro già all’atto della sua fondazione, l’anno successivo, e portata avanti con grande determinazione. Iniziate le pubblicazioni nel 1992, in coincidenza con il  Cinquecentenario della nascita di Pietro, che fu anche l’occasione di un grande Convegno internazionale promosso dal Centro Pio Rajna, risultano, al maggio 2008, pubblicati o in corso di pubblicazione: parte della sezione i (1 tomo su 2 previsti), la sezione ii, gran parte della sezione iv (6 volumi su 7 previsti); la sezione ix (2  tomi). Sono in avanzata preparazione le sezioni iii, v.1 e 2, vi, vii e viii.

 

Piano editoriale
(in neretto i volumi pubblicati)

 

I. Poesie varie [2 tomi]:

Tomo 1 [a cura di †Giovanni Aquilecchia e Angelo Romano, 1992, pp. 398 + 18 di tav. f.t. ]

Tomo 2 [a cura di Marco Faini]

II. Poemi cavallereschi [a cura di Danilo Romei, 1995, pp. 456 + 2 di tavv. f.t. ]

III. I Ragionamenti [a cura di Francesco Sberlati]

IV. Le lettere. Lettere inedite [a cura di Paolo Procaccioli (7 tomi)]:

I. Libro I [1997, pp. 708];

II. Libro II [1998, pp. 608];

III. Libro III [1999, pp. 660];

IV. Libro V [2000, pp. 536];

V. Libro V [2001, pp. 592];

VI. Libro VI [2002, pp. 532];

vii. Lettere inedite.

V. Teatro [3 tomi]:

  • Tomo 1. Cortigiana [a cura di Federico Della Corte e Paolo Trovato, 2010, pp. 416, con 3 tavole f.t.]

  • Tomo 2. Il Marescalco. Lo Ipocrito. Talanta [a cura di †Giovanna Rabitti, Enrico Garavelli e Carmine Boccia, 2010, pp. 508, con 1 tavola f.t.]

  • Tomo 3. Il filosofo. L’ Orazia [a cura di Alessio Decaria e Federico Della Corte, 2005, pp. 300, con 1 tav. f.t. ]

VI. Operette politiche e satiriche [2 tomi]:

  • Tomo 1. Ragionamento delle Corti. Dialogo delle carte parlanti, ecc. [a cura di Giuseppe Crimi]

  • Tomo 2 [a cura di Marco Faini, 2012, pp. 392, con 1 tavola f.t.]

VII. Opere religiose [2 tomi]:

  • Tomo 1. Passione di Gesú. Sette Salmi de la penitenzia di David. Umanità di Cristo. Genes [a cura di Elise Boillet, con l'introduzione di Giulio Ferroni, 2018, pp. 800, con 1 tavola f.t.]

  • Tomo 2. Vita di Maria Vergine. La vita di Caterina vergine e martire. Vita di San Tommaso Signor d’Aquino [a cura di Paolo Marini, 2012, pp. 736, con 1 tavola f.t.]

VIII. Opere attribuite a Pietro Aretino [a cura di Giulia Montemezzo (1 tomo)].

IX. Lettere scritte a Pietro Aretino [a cura di Paolo Procaccioli (2 tomi)]:

Tomo 1. Libro I (2003, pp. 488).

Tomo 2. Libro II (2004, pp. 504).

X. Bibliografia. Indici [a cura di Paolo Procaccioli (2 tomi)].

Totale: 10 volumi in 23 tomi

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In margine e al servizio della Edizione Nazionale delle Opere di Pietro Aretino sono stati inoltre pubblicati:

In utrumque paratus. Aretino e Arezzo, Aretino a Arezzo: in margine al ritratto di Sebastiano del Piombo. Atti del Colloquio internazionale per il 450o anniversario della morte di Pietro Aretino, Arezzo, 21 ottobre 2006. [« Studi e ricerche per l’Edizione Nazionale delle Opere di Pietro Aretino », n. 1; pp. 288, con 28 pp. di tavv. f.t., 2008]

Se il 1992, quinto centenario della nascita di Pietro Aretino, coincise con l’avvio dell’Edizione Nazionale delle sue Opere e con la pubblicazione dei primi due tomi, il 450o della morte – che è caduto il 21 ottobre 2006 – è stato invece inteso come momento utile per condurre una riflessione su quanto nel frattempo è stato fatto e su quanto, avviato, è ancora in itinere. Insieme, la ricorrenza è stata occasione opportuna per una disamina sistematica su due fronti di indagine, quello finora pochissimo frequentato relativo ai rapporti con la città natale (e i temi connessi sono stati la famiglia, i concittadini, le istituzioni locali, la presenza iconografica, ma anche le tracce documentate nella pagina epistolare della memoria linguistica cittadina) e quello – ormai in sé un piccolo classico della critica sull’autore – relativo alla sua ritrattistica e alle riflessioni ricorrenti nella sua opera in materia di arte e di artisti. Sommario del volume: Premessa, di Paolo Procaccioli. Tavola delle abbreviazioni. – i. L’Edizione Nazionale delle Opere di Pietro Aretino. Enrico Malato, Per un bilancio in itinere. – ii. Aretino a Arezzo: la città e il suo Scrittore. Luca Berti, Arezzo negli anni di Aretino. Istituzioni, politica, società; Teresa D’Alessandro Camaiti, Documentazione locale su Pietro Aretino; Giuseppe Patota, Aretino, l’aretino e le altre lingue di Toscana; Liletta Fornasari, La fortuna iconografica ottocentesca di Pietro l’Aretino. – iii. Aretino a Roma: un contesto per il ritratto. Andrea Matucci, Ritratti di carta fra classicismo e modernità: Pietro Aretino e Paolo Giovio; Paul Larivaille, Pietro Aretino nella Roma di Clemente VII (1524-1525); Paolo Procaccioli, Pietro Aretino e Sebastiano del Piombo. Un’amicizia a termine e l’ombra di Michelangelo; Raymond B. Waddington, A Mask for Aretino. – iv. Un ritratto: Aretino, l’arte, gli artisti. Costanza Barbieri, Sebastiano a Roma e il ritratto "virtuoso": prolegomeni allo studio dei ritratti del pittore veneziano alla corte pontificia; Enrico Parlato, Pietro Aretino ritratto da Sebastiano del Piombo, « stupendissimamente » descritto da Giorgio Vasari: metamorfosi delle identità aretiniane; Francesco Mozzetti, L’Aretino ritratto e il ritratto di Aretino: da Tiziano a Google; Augusto Gentili, Aretino, Tiziano e gli altri pittori: il 1548, con qualche antefatto; Charles Hope, Problemi di cronologia nel carteggio artistico di Aretino. – Indici.

 

   
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